Agricoltura: la svolta green delle nuove generazioni nel post Covid. Presentato in Commissione il Primo Rapporto Coldiretti Giovani

agricoltura 2' di lettura 09/12/2021 - Giovani, resilienti, con tassi di produttività superiori ai loro colleghi europei ma attivi su piccoli appezzamenti ed esposti al rischio di tagli agli investimenti su tecnologia, formazione e innovazione.

Questo il quadro che emerge dal Primo rapporto sui giovani in agricoltura, presentato oggi alla Commissione consiliare Agricoltura, presieduta da Ruggero Invernizzi (FI), durante un’audizione richiesta da Matteo Piloni (PD) e in cui è intervenuto Carlo Maria Recchia, Delegato regionale Giovani Impresa Lombardia. Il Rapporto, realizzato dal Centro Studi Divulga in collaborazione con Coldiretti, illustra, numeri alla mano, le performance dei giovani imprenditori agricoli italiani focalizzandosi in particolare sulle conseguenze generate dalla crisi pandemica da Covid-19. I dati evidenziano un ruolo di primo piano ricoperto dai giovani nel settore agricolo durante i primi mesi della pandemia: mentre scuole, uffici, industrie chiudevano non si fermava lo spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori. Nel 2020, nei mesi in cui la pandemia si propagava vertiginosamente, sono nate oltre 22mila e 500 aziende agricole e forestali, con 6 mila e 500 Under 35 alla guida di queste imprese.

In valori assoluti il comparto agricolo si colloca nelle prime posizioni per presenza dei giovani, dopo il commercio al dettaglio (90 mila), costruzioni (65 mila) e delle attività di alloggio e ristorazione (58,8 mila). Nonostante la crisi provocata dall’emergenza sanitaria, il settore agricolo si conferma, quindi, un punto di riferimento importante per le nuove generazioni Un quadro in cui però la Lombardia non brilla particolarmente, registrando una perdita di circa il 2% di giovani aziende, rispetto al 2019. Un passo indietro che secondo Recchia trova le sue ragioni nello scarso peso delle Misure europee finanziate da Regione Lombardia (che si trova al 13° posto per domande accettate), dall’erosione del consumo di suolo (urbanizzazione, infrastrutture, e anche impianti fotovoltaici a terra) e dal non ottimale livello della formazione tecnica. Tutti aspetti su cui il Presidente Invernizzi e Giovanni Malanchini, Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza, hanno sollecitato una proposta di intervento a sostegno da parte del Consiglio regionale.

Per quanto riguarda il ‘tasso di produttività’ delle imprese giovanili, lo studio evidenzia il valore generato per ettaro dai nuovi agricoltori italiani: oltre il doppio dei giovani francesi e spagnoli e maggiore anche della Germania e della media europea. Un dato che fa be sperare in termini di ripresa economica, occupazione e innovazione, anche alla luce degli interventi trasversali dedicati ai giovani nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-12-2021 alle 18:38 sul giornale del 10 dicembre 2021 - 109 letture

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